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cinecaffè #1 - Green Book

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Sullo schermo appare un uomo di mezza età, bello in carne, con un fare un po' rozzo, ma sincero; talmente sincero, da chiedersi se il Viggo Mortensen della trilogia del Signore degli anelli sia mai esistito veramente. La storia è strappalacrime, almeno per i più sensibili, ma non troppo zuccherosa e sicuramente diretta. Senza mille giri di parole, o di scene, il fatto è questo: c'è il bianco, c'è il nero e un mondo diviso a metà, governato da regole stupide. La questione è che queste regole, imposte come barriere invalicabili, valgono per entrambe: quella della segregazione per l'uomo di colore e quelle degli ambienti colti per l'italo-americano della New York popolare, o come dice Tony Vallelonga "della strada". Lungo il viaggio i due protagonisti attraverseranno gli Stati del Sud e scopriranno che i confini geografici non sono così difficili da oltrepassare e che ve ne sono di più ostici da superare. Come le barriere delle regole, scritte e no...