cinecaffè #5 - I Villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi.
Mi è sembrato un omaggio a Fellini, al suo mondo, ai suoi film intrisi di quel continuo divagare tra serio e faceto, reale e onirico, pensieri profondi e immagini tanto surreali quanto magnificamente perfette. Valeria Bruni Tedeschi prende un po' di "Otto e mezzo" e parte proprio da una specie di psicoanalisi sui suoi film e sul suo ruolo da regista, in modo molto auto ironico, per poi tuffarsi immediatamente in una disperazione adolescenziale per un amore finito di cui non si capacita e, nel giro di pochi minuti, trasferisce la protagonista in un luogo immobile nel tempo, dove una carrellata di personaggi variopinti si palesano allo spettatore come ultimo baluardo di una decadente borghesia e della sua acciaccata e disperata servitù. Ci sono proprio tutti: la matrona portata in giro su una specie di scranno come fosse una antica regina, l'anziana madre che tenta di ingannare l'età suonando il pianoforte con l'artrosi alle mani e ricercando in un bacio il ...