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Non possiamo fare a meno del Super Bowl e di Sanremo.

E' successo anche quest'anno. Il Super Bowl è andato in scena consegnando alla storia sportiva una partita noiosa, la vittoria dei New England Patriots, ma soprattutto l'immagine di un uomo in grado di vincere il sesto titolo a quarantuno anni suonati, che per un quarterback credo sia una vera impresa. Tutto si è svolto regolarmente: cerimonia d'apertura con inno americano, inizio partita, botte da orbi, qualche buon lancio, tanto di halftime show con i Maroon 5 (a mio modesto parere il più palloso della storia della NFL, condito dall'inutile levata di maglietta del cantante Adam Levine, che neanche così è riuscito a ravvivare il mio interesse per il suo gruppo), poi di nuovo botte da orbi, qualche altra giocata, vittoria dei Patriots, cerimonia e festeggiamenti. Bravi, bravi tutti. E brava me, che anche quest'anno ho assistito sveglia e vigile per tutta la notte al sacro rito del football americano. Già il rito. In effetti per me, donna italiana, che cosa...