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Popoletto del Festival: "Zitti e buoni"

Si è conclusa la discussa settantunesima edizione del Festival della canzone italiana, condita con le classiche e immancabili polemiche; ma, mentre tutti erano concentrati sul calo degli ascolti, la durata temporale estremamente lunga delle serate e la scontata diatriba dialettica su Achille Lauro, io sono rimasta colpita da altri avvenimenti. Comincio da Amadeus; mentre l'anno scorso era stato pubblicamente ripreso dalla associazione del politically correct, suprattutto la fronda femminista, per una sua frase infelice, quest'anno, nella serata delle cover, introducendo l'esibizione di Gio Evan, dice: "Max Pezzali ha scritto canzoni che sono il manifesto pop di una generazione che aveva rinunciato all'impegno e si era concentrata su se stessa." Tutto chiaro? Choosy, fancazzisti, figli di papà che non siete altro? Non siete mica quelli del sessantotto, voi. Loro sì che erano impegnati hippie, sognanti figli dei fiori e rivoluzionari diciotto politici, protagoni...

cineretrò con caffè #8 - Landru di Claude Chabrol 1963

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Il soggetto non è nuovo; già Charlie Chaplin con Monsieur Verdoux (1947) aveva attinto dalle cronache nere francesi di inizio secolo ispirandosi al serial killer che aveva fatto sparire le sue vittime, almeno undici, nel forno di una villa isolata di sua proprietà. Chabrol si affida alle ricostruzioni più veritiere dellastoria, ma si discosta dall'efferata violenza dei crimini, plasmando la figura di Landru quasi fosse un simpatico bricconcello; l'uomo, che sceglie le sue vittime, possibilmente facoltose vedove o zitelle di bell'aspetto, con un annuncio sul giornale, non appare agli occhi dello spettatore come uno spietato serial killer che, nelle difficoltà della prima guerra mondiale, si approfitta dell'ingenuità e fragilità delle vittime per un proprio piacere e tornaconto economico, ma alla fine, grazie ai suoi modi da simpatico mascalzone, porta l'intera narrazione su un piano noir - comico. "Non sapete cosa è costretto a fare un galantuomo per sopravvive...

cineretrò con caffè #7 - Il prestigio della morte di Luc Moullet (2006)

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Un cineasta, la cui fama è in declino, cerca disperatamente di farsi produrre il suo ultimo lavoro tratto dal libro "Rimedi disperati". E' proprio un rimedio disperato quello cui arriva per poter tornare in auge nel mondo cinematografico: mentre passeggia sulle montagne, progettando le riprese, si imbatte in un cadavere e scambia i propri documenti con quelli del defunto. "C'è un momento giusto per morire" e non sembra quello scelto dal povero cineasta, poichè alcuni accadimenti, tra cui la scomparsa di Godard ("Che stronzo Jean-Luc"), compromettono il suo sgangherato e raffazzonato piano. L'incapacità e goffaggine del protagonista è contornata da surreali cabine telefoniche sparse nel nulla, colorati ombrelloni da spiaggia svolazzanti sulle cime montuose, gelosie e livori tra donne dello spettacolo e la realizzazione di un macabro desiderio dell'animo umano: partecipare al proprio funerale per contare i presenti e annotarne i nomi. Non man...

cineretrò con caffè #6 - Lo sconosciuto (The unknown) di Tod Browning 1927

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Lon Chaney (Alonzo) lascia senza parole per la sua straordinaria interpretazione; la mimica facciale, gli sguardi inequivocabili riempiono di parole questo film muto. Tod Browning, più conosciuto per il successivo Freaks, ambienta questa storia in un circo dove trovano rifugio il bel muscoloso Malabor, Nanon, figlia del padrone del circo, tanto elegante quanto strana per la sua fobia delle mani, ed Alonzo, un abile lanciatore di coltelli con due braccia che finge di non avere celandole, grazie al suo fido amico nano Cojo, in uno stretto corpetto sotto la camicia, sotterfugio che in realtà serve a nascondere il suo tratto distintivo: i due pollici della mano sinistra. La storia, che nel 1927 fu giudicata noiosa, in realtà riserva qualche colpo di scena; certo, è pur sempre un film muto, la cui visione è sconsigliata all'ora della pennichella; sorseggiando una buona tazza di caffè, suggerisco una miscela bella intensa, questi 47 minuti passano anche in fretta e sarete pronti e attent...

cineretrò con caffè #5 - Arizona Junior dei fratelli Coen (1987)

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Sarò breve. Seppur acclamato dalla critica al Festival di Cannes del 1987, dove fu presentato fuori concorso, il film risulta uno dei più deludenti dei fratelli Coen. Il valido cast, Cage - Hunter - Goodman, non contrasta in maniera sufficiente l'eccessivo e raffazzonato pluralismo di genere (commedia, comico, western, romantico, social drama, e chi ne ha più ne metta), che alla fine risulta un unico grande pastone di 1 ora e 34 minuti. La nota positiva? A distanza di anni, per la precisione venti, si capisce che è stata solo la materia prima, confusa e informe, per l'indimenticabile "Non è un paese per vecchi" (2007). @Riproduzione riservata  

citazione #41 - Jacques Prévert

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#I segreti che si conservano meglio sono quelli sui quali non si è interrogati. Jacques Prévert

Vendesi Esino prima che sia troppo tardi.

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L'annuncio a pagamento su "la Repubblica" di ieri a tutta pagina con sfondo blu scuro comincia così: "AAA vendesi Esino Lario". Esino Lario è un piccolo comune italiano di 747 abitanti in provincia di Lecco che rischia lo spopolamento e che si ritrova con le casse comunali a secco.  Esino Lario ha un sindaco, Pietro Pensa, che per attirare l'attenzione di tutti, compresa la mia, su questo male che affligge molti altri comuni d'Italia, ha deciso di mettere in vendita alcuni pezzi del suo comune. Su vendesiesino.it si può trovare un catalogo in stile Ikea con i vari articoli e prezzi: si va dalla fontana in Piazza Municipio a 850 euro, al municipio vero e proprio a 200.000 euro, dalla bellissima Villa Clotilde a 300.000 euro, all'offerta 3x2 della panchina a 280 euro o alla fantastica idea regalo per soli 2.500 euro di una via a vostra scelta. Come in qualsiasi famiglia italiana in difficoltà, il capofamiglia toglie i quadri alle pareti, sp...

Scampoli di letture #58 - Massimo Bisotti

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Conoscersi è la regola, riconoscersi è raro, non perdersi è la splendida eccezione. Massimo Bisotti - Poesie  

Scampoli di letture #57 - Federico Garcìa Lorca

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Corrente. Colui che cammina si confonde. L'acqua corrente non vede stelle. Colui che cammina si dimentica. E chi si ferma sogna. Federico Garcìa Lorca - Poesie  

Scampoli di letture #56 - Maria De Lorenzo

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Niente è perduto poiché niente è durato. Ogni istante è l'inizio ogni istante è la fine Le favole ancora da narrare le parole cadute da rialzare. Quanti fuochi si accendono sull'immane massacro delle stelle. Maria De Lorenzo - Poesie